
viva la vida, or death and all his friends. il nuovo album dei coldplay. il primo singolo, violet hill, è semplicemente splendido. come la copertina, liberissimamente ispirata da delacroix.
(sto sentendo so small di carrie underwood)
in ordine sparso, un pò di cose da ricordare di questa settimana:
- il 30 e lode in storia del giornalismo, grazie anche (e soprattutto) alle lodi della signorina gordon presso la valentino.
- lionel messi che fa volare con un movimento fluido la palla sopra la testa di (credo) owen hargreaves in barcellona-manchester united.
- annozero di ieri sera con saviano sulla camorra nella provincia di caserta.
- il velino orale (mazzei).
- miss piccina e la principessa clil.
- 'qui non si batte kyoto' (ovviamente, claudia).
- la veduta dal rettorato di via chiatamone e una mezz'oretta sul mare insieme alle mie donne.
- marianna che vola per aria e poi ricade sulle scale lucide e di marmo di palazzo dumesnil.
- la forza che viene da dietro (immaginate me e claudia).
- io e maria in versione sabomav mentre ciriello festeggiava con nobiltà e accademicità varia la sua elezione alla camera in lista pd.
- napoli al sole e al tepore primaverile.
- sergio castellitto a spasso davanti al rettorato che non si gira mentre maria urla il suo nome (cafone).
- le mie braccia a dir poco distrutte dopo la prima settimana di palestra, alla quale seguiranno tante e tante altre.
e oggi è anche il mio onomastico. tanti auguri a me.
mao
(sto ascoltando una delle tante compilation del world music network, in questo caso sulla musica malgascia, ma non chiedetemi di dirvi autori e canzoni, please...)
come non spendere due parole sulle elezioni di domenica e lunedì scorso... le urne hanno deciso, non in modo particolarmente sorprendente, che il 47% degli italiani ha voluto concedere altri cinque anni di governo a silvio berlusconi ed alla sua coalizione che comprende lega ed autonomisti siciliani, mentre la coalizione riformista veltroniana si è fermata nove punti sotto, l'udc ce l'ha fatta ad entrare in parlamento per il rotto della cuffia, e comunisti e verdi vari hanno preso un sonoro batostone che per la prima volta dal dopoguerra non vedrà la sinistra massimalista rappresentata in parlamento. ai cinque anni di silvio in televisione 24/7 mi stavo già cominciando ad abituare, ma sapere che dovrò essere governato dalla lega in più e più modi è un passo in più verso un biglietto di sola andata per chissadove. con la maggioranza che hanno, faranno le riforme che vogliono che sicuramente cambieranno l'italia, bisogna solo capire se in meglio o in peggio. anche se visto il risultato elettorale, vorrei che tutti i signori e signore che hanno creduto al berlusca e che non hanno forti connotati ideologicamente berlusconizzati si vergognino come dei ladri per ciò che hanno creato, e si mangino le mani quando avranno capito cosa accadrà al nostro paese e soprattutto al mio povero sud. lungi da me scrivere schiribizzi e prostrazioni varie verso veltroni, di pietro e chicchessia (specialmente considerando che il mio governatore è ancora attaccato con più di una punessa alla sua poltrona mentre preferirei vederlo ammassare monnezza in un qualsiasi angolo della periferia napoletana alla mercè della gente), ammetto la mia tranquillità verso l'assenza di comunisti e verdi dal governo. finalmente non viviamo più un clima parlamentare e politico da guerra fredda, e ciò può in misura abbastanza limitata essere comunque utile al paese. o si cambia e ci si aggiorna o si muore, sperando che diliberto e pecorari vari lo abbiano capito. non esprimo altri giudizi a livello puramente oggettivo, mentre soggettivamente ha esemplificato le mie posizioni nel modo migliore marco travaglio, che è venuto all'orientale mercoledì pomeriggio provocando risate, sdegno, ammirazione e pensieri che dovrebbero tornare più spesso nelle obnubilate menti degli italiani di qualunque credo politico, pur essendo preceduto da uno smisurato ego che continua a non rendermelo particolarmente simpatico. è comunque uno con le palle con la p maiuscola, che quando non fa l'eroe lavora comunque per un minimo di giustizia e perchè la gente capisca a chi siamo in mano, e quindi mi auguro che, in qualunque modo possibile, continui a svolgere bene il suo lavoro come lo ha fatto finora.
io speriamo che me la cavo
mao
p.s. si accettano consigli sulla destinazione del mio biglietto di sola andata.
(sto ascoltando i lufuala ndonga dei konono no.1)
scrivo solo per riferire dei due libri letti questa settimana, il primo dei quali è la pace come un fiume di leif enger.

l'ambientazione è quella dell'america più dura e più vera, le praterie gelate del midwest in inverno tra minnesota e north dakota, qualcosa che c'è sempre stato nella letteratura americana, pre e post guerra civile. sia nelle storie di cowboy, che in huckleberry finn, che nelle canzoni di springsteen. manca forse un protagonista come un dodicenne, reuben, nato senza aria nei polmoni. l'atmosfera è magica, pur non riuscendo a rendere il libro qualcosa di assolutamente irrinunciabile, pur essendo gradevole, e avermi fatto passare qualche piacevole ora a immaginare posti, persone e suoni. il secondo libro, gentilmente consigliato (e regalato) da sara, è stato la novella dell'avventuriero di arthur schnitzler, fucina di sorprese per ambientazione, tra manzoni e romanzo cavalleresco, e soprattutto per la sua non finitezza, che contribuisce al suo fascino, oltre ad un'onnipresenza della morte come elemento fisico, psicologico e sociale, che ben si accosta all'immagine della bergamo colpita dalla peste.
a buon rendere
mao
(sto sentendo rainbow flag dei matmos)
dite arrivederci alla nostra cara vecchia mondeo

e dite ciao a rossella, il nuovo arrivo

sperando di vedere sempre più spesso scene del genere

saluti
mao
(sto ascoltando blue monday dei new order)
settimana abbastanza tranquilla... chiesto ufficialmente la tesi (anche se la de meo non si ricordava nulla sul mio lavoro, sui libri che avrebbe dovuto consigliarmi e così via), e depositato anche la richiesta ufficiale che spero possa rientrare nella seduta di novembre... arrivate anche le tasse del secondo semestre, che ammontano a 271 euro. ciriello, quanto vorrei non pagarti. mentre leggo la pace come un fiume di leif enger, il libro della settimana è stato comunque new york, l'isola delle colline di mario maffi. più che un libro un saggio, che non si ferma a grattacieli, broadway, ponti e quant'altro, ma va dritto al cuore di manhattan, di little italy e dell'ancora semisconosciuto lower east side, terra di tutti e di nessuno. la grande mela, la città che non dorme mai è uno dei posti al mondo che più sono curioso di vedere, e che più potrei sentire come estraneo o come casa mia. un posto dove si può essere tutto e niente, e dove tutto può risultare anonimo o unico. in uno dei miei soliti giri su wikipedia ho scoperto che sulla radio della bbc, che ci h anche regalato i programmi di john peel e tante altre gemme, esiste un programma che si chiama desert island discs dove ogni ospite, tra i più famosi del globo, sceglie le otto canzoni, il cd, un libro (oltre alla bibbia e all'opera omnia di shakespeare) e un bene materiale (o non) da portarsi dietro su un'isola deserta. ovviamente non potevo esimermi dal farlo.
- libro: la scelta è grande, ma avendo già la bibbia e l'opera omnia di shakespeare ancora da scoprire, e con la forte tentazione di portarmi tutti gli harry potter e la treccani, opterei per qualcosa di più leggero ma non meno bello, ossia molto forte, incredibilmente vicino di jonathan safran foer.
- oggetto o quant'altro: non potendo portare un pallone da rugby (causa eterna solitudine sarebbe inutile), e non volendo portarmi cibo e bibite in quanto finalmente potrei perdere peso (causa per la quale sto anche per iscrivermi in palestra), direi che un bel telefono satellitare sarebbe più che giusto... almeno potrei rimanere in contatto un pò con tutti... in alternativa, direi una bella chitarra, almeno potrei imparare a suonare. o qualche audiocassetta con qualche corso di lingue assurde.
- cd: vampire weekend dei vampire weekend.
- canzoni (o pezzi di musica), parte alquanto ardua, ai limiti dell'impossibile. come sceglierne solo otto tra tutte quelle che mi piacciono? dopo scremature varie, si é arrivati alla seguente scelta:
1) god only knows dei beach boys
2) across the universe dei beatles
3) strawberry fields forever dei beatles
4) love will tear us apart dei joy division
5) there is a light that never goes out degli smiths
6) be my baby delle ronettes
7) mrs. robinson, di simon & garfunkel
8) il canone in d maggiore di johann pachelbel
se a qualcuno va di compilare qualcosa del genere, aspetto risposte. tra poco arriva la macchina nuova, della quale ovviamente parlerò in seguito.
mao
(sto ascoltando le grand coureur di ginevra di marco)
settimana intensa. lunedì sono arrivati zio gregory e mio cugino diciannovenne nicholas, che non avevano mai visto nè l'italia nè il loro paese d'origine, il mio. stranamente, come tutti, se ne sono innamorati. addirittura ci sarebbero centinaia di persone riconducibili alla mia famiglia sparse tra boston, massachussetts e rhode island. più di quante ce ne sono qui, ovviamente. sempre strano conoscere perfetti sconosciuti che in un attimo riconosci come parenti, gente che ha il tuo stesso sangue ed in pratica è venuta qui per conoscere te. è eccitante, emozionante. mi hanno anche invitato a boston, rifiutare l'invito sarebbe tremendamente scortese... speriamo bene.

e quante volte, specialmente d'estate, le tv fanno a gara per trasmettere i cari vecchi disaster movies, con protagonisti cicloni, vulcani, meteoriti, bombe atomiche e quant'altro... in la strada, di cormac mccarthy, non si sa bene cosa sia accaduto alla terra, o almeno alla porzione di essa (secondo alcune analisi il centro-sud est degli stati uniti) dove si aggirano un uomo e suo figlio, senza nome, tra gli ultimi sopravvissuti a quello che sembra essere un olocausto nucleare. o più semplicemente, un apocalisse. come si può vivere e sopravvivere, mantenere una parvenza di vita, di voglia e di sentimenti in una tale situazione? questo libro ce lo spiega, tra enormi silenzi umani e naturali, dialoghi terribilmente stringati ma pregni di significato, e visioni immaginifiche che sono più significative e terrificanti di qualsiasi film. pasqua si avvicina, speriamo tutto per il meglio. auguri a tutti.
mao
(sto ascoltando god only knows dei beach boys)
24 non si riferisce necessariamente al telefilm con kiefer sutherland a.k.a. jack bauer, che sto comunque cercando di vedere, ma in questo caso più che necessariamente al numero dei miei anni, compiuti giovedì 13 marzo. mi ero ormai affezionato al 23, ma un altro anno è passato. e la settimana è stata assolutamente positiva per tanti motivi. maggiore dei quali, il 30 e lode preso con gnerre in etnologia, coronato da lodi sperticate e da qualcosa alla quale fondamentalmente ancora non credo, ma che mi ha reso enormemente felice e fiero di me. ciò va ad aggiungersi agli splendidi voti delle mie splendide donne (che amo tanto) mary, clo e roby, e al 26 in storia del design, che non mi soddisfa appieno, anche se rinaldi mi ha definito 'uno col piglio da critico d'arte', e non è cosa da poco. spumante in casa a napoli, celebrato ieri sera, due libri regalati: la scimmia pensa, la scimmia fa di chuck palahniuk (maestro) e l'uomo autografo di zadie smith (le mie donne).

una violinistae un aspirante storico. un albergo su una spiaggia ciottolosa del somerset. una prima notte di nozze tra frigidità e voglie esasperate, il 1962 dell'inghilterra di harold mcmillan, prima della rivoluzione sessuale e dei beatles. il matrimonio di florence e edward non comincia nel migliore dei modi, si trasforma subito un un'esasperata forma di mediazione interpersonale, fisica e mentale. righe di vera poesia e di tensione palpabile, un intenso esercizio di stile spalmato in 136 pagine di storie, sentimenti e paure. di florence, di edward, di tutti.

nulla di meno di un vero capolavoro. marjane satrapi racconta la sua vera storia di iraniana sotto due regimi, quello dello shah e quello degli ayatollah, un intermezzo viennese ed un futuro parigino. gli stigmi del cartone animato ci sono solo in alcuni casi, ed alcuni momenti veramente esilaranti, specialmente riguardanti la nonna e dancing queen degli abba, 'roba troppo sdolcinata, altro che bee gees'. terribile vedere come tante speranze della gente siano sistematicamente fatte a pezzi da chicchessia, passando da repressioni a guerre e ad ulteriori repressioni, con la morte e la prigionia come tema dominante, che non riescono però a negare la speranza del riscatto e della falicità sempre più lontana, passando attraverso depressioni e veri e propri aut-aut. vedetelo. l'italia di rugby ha appena vinto l'ultima partita del sei nazioni contro la scozia grazie ad un drop all'ultimo minuto di andrea marcato, già votato alla santità, visto che parisse è ormai leggenda. grazie a loro, e a chiunque abbia condiviso con me il mio compleanno, e le mie più recenti gioie.
mao
(sto sentendo anyone else but you, versione ellen page e michael cera in juno)
le notizie importanti sono che ho scoperto come anche il mio sangue, che pensavo caldo, può gelare in un momento e per una ragione molto semplice, ed inoltre che questo giovedì diventerò ventiquattrenne, non che mi cambi qualcosa, tranne che per il fatto che ormai mi ero affezionato a questo 23 prettamente jordaniano. oltre che per il mio compiere gli anni, la settimana di contraddistinguerà anche per i due esami di etnologia delle lingue e storia del design contemporaneo che dovrei fare. almeno uno devo farlo, ma spero di riuscire a fare decentemente entrambi, per poi concentrarmi sulla tesi e sugli ultimi esami. il migliore ascolto della settimana, quando non c'erano i vampire weekend ovviamente, è stato rockferry di duffy:

in tempi di winehouse-mania un pò dappertutto, pur pienamente giustificata, e di sixties mania per quanto riguarda il sottoscritto, arriva dall'inghilterra tutta una serie di cantanti soul dall'ottimo talento, come adele (quella di chasing pavements) e appunto aimee duffy per noi semplicemente duffy. già paragonata a dusty springfield per il capello biondo, ha una gran voce e scrive delle belle canzoni. e poi, come si può resistere ad una che ad un karaoke avrebbe detto 'non posso cantare canzoni di britney spears perchè non la conosco'? absolutely priceless.
have mercy on me
mao
(sto sentendo windfall di cass mccombs)

la ragazzina con la pancia che vedete nella locandina è juno, messa incinta da bleeker che vedete al suo fianco. a sedici anni sono decisioni difficili da prendere, specialmente se incontri la tua amica col cartellone in clinica abortiva, e se la famiglia che deve prendersi cura del tuo bambino sta divorziando. il tema trattato è abbastanza difficile, e anche di grande attualità specie nel nostro paese, viste la lista pro-life di ferrara, i blitz della polizia in ospedali e cliniche, e tante cose. non sono poi neanche tanto sicuro che si tratti di una commedia. non voglio entrare in questi temi, specialmente in un blog che non è nato per promuovere politiche, rivoluzioni e quant'altro, pur avendo delle idee ben precise in merito, quindi mi limiterò a dire che se ellen page, che fa juno, è andata vicina a vincere l'oscar un motivo c'è, che l'oscar a diablo cody per la sceneggiatura è sacrosanto, che la regia di juno è di jason reitman e che la colonna è un piccolo gioiello lo-fi/acoustic/folk. per voi da non perdere quando finalmente uscirà anche in italia. nel frattempo, ho quasi consumato il cd dei vampire weekend, e ho comprato, con l'aiuto dei miei, il mio primo portatile, da mia mamma chiamato giorgino. si continua a studiare, e mi sento soddisfatto di quanto fatto finora. insomma, tutto scorre.
bai bai
mao